Si chiama Renato Fiacchini, è nato il 30 settembre 1950 e Renato Zero è un nome d'arte.
Che tra parentesi ha fatto la gioia dei suoi avversari, altri cantanti poco simpatici,
perchè era così facile sparare la battuta sul tipo "Renato Zero non vale nulla è uno zero"
oppure "Renato vale meno di zero" e così via.
Eppure questo è un nome fortunato, che nel giro di tanti anni ha visto accrescere in modo vertiginoso
la popolarità di quel ragazzo che veniva dal niente ma poi è riuscito a farsi amare e conoscere
prima a Roma, città che lui adora, la "sua" città,
poi in tutta Italia ed infine nel mondo.
Una cariera che non conosce battute d'arresto, semmai qualche riflessione ma nemmeno troppe.
Renato è come un prato in primavera, se lo guardate giorno dopo giorno scoprirete sempre nuovi fiori
che cambiano anche nelle ore della giornata,
con alcuni che si schiudono, altri che serrano i petali...
di settimana in settimana quel prato fiorito rivela tutti i suoi segreti...
arrivano prima le margherite, poi i papaveri, e migliaia e migliaia di fiori multicolori.
Alcuni sono nascosti tra l'erba e non li potete nemmeno vedere tanto sono piccoli eppure ci sono,
danno vita e gioia e colore alla terra e agli animali e anche a noi...
Ebbene, le canzoni di Renato sono in tutto e per tutto come quel prato,
un prato immenso di fiori stupendi che giorno dopo giorno,
attimo dopo attimo aprono i loro petali per voi che sapete ascoltare quelle canzoni con occhi diversi...
Ecco, immaginate tutto con uno sguardo diverso e capirete tutto quel che Renato sta facendo per voi.
Lasciate i luoghi comuni, entrate nella favola dove questo formidabile cantante
eternamente bambino vi sta conducendo.
Ebbene, ecco arrivare un frutteto di sogno, carico di frutti.
Sono i frutti della sua cariera, quelli che ha dedicato a voi.
Sono tante, troppe le sue canzoni per elencarle tutte ma vi posso dire
che dal 1973, anno in cui ha cominciato con il primo disco inciso,
ne ha scritte e cantate veramente moltissime.
E credo che in tutta Italia non ci sia nessuno che non ne sappia almeno una!
Come dicevo, si comincia nel 1973, con l'album No, mamma, no.
Lo sappiamo già che Renato Zero nasce provocatore e questo primo lavoro ce lo conferma.
Solo l'anno dopo, nel 1974, ecco un nuovo disco: Invenzioni.
Qui si sente anche un pò di malinconia, ma Renato sa sempre scuotersi da tutte le tristezze
e così nel 1976 ecco un disco il cui titolo richiama il circo,
un tema simbolico che ricorrerà spesso nelle canzoni a noi più care.
Ed arriva Zerofobia. E l'anno del grande trionfo con una magnifica canzone,
Il cielo che è tra le sue più famose.
Nel 1977 ecco Zerolandia, con tutto il mondo di Renato, anche quello più oscuro.
Seguono Erozero (1979) e Tregua (1980), Icaro e Artide Antartide (entrambi del 1981) poi,
con un sapore più biografico Via Tagliamento 1965-1970 (1980) quindi Leoni si nasce (1984).
Ma siamo ben lontani dalla conclusione perchè sempre nel 1984 c'è Identikit, quindi Soggetti smarriti (1986),
Zero (1987), Voyeur (1989), Prometeo e La coscienza di Zero (1991),
Quando non sei più di nessuno (1993), L'imperfetto (1994), Sulle tracce dell'imperfetto (1995).
Amore dopo amore è del 1998, ma c'è da giurarci:
Renato Zero ci aspetta con altre sorprese,
come quella del suo tour e dei fantastici singoli che stanno uscendo...
